O mamma, è trascorso davvero un intero anno?
- Barbara Scarano

- 8 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Nell’estate del 2025 ho scritto due articoli per il mio blog. Li riguardo oggi e mi fanno uno strano effetto: da una parte mi sembrano vicini, dall’altra mi accorgo di quanta strada ho fatto nel frattempo.
Scrivere, in fondo, serve anche a questo: lasciare tracce. Piccoli punti fermi che, a distanza di tempo, ci mostrano dove eravamo, cosa stavamo cercando e in che direzione stavamo andando.
Questo è stato un semestre lavorativo molto interessante e vario.
Ho seguito progetti diversi, attraversato richieste, idee, urgenze, intuizioni, cambi di direzione. Alcune cose sono arrivate a compimento, altre sono rimaste in sospeso. E forse, se qualcosa resta indietro, è giusto così.
Non tutto può essere chiuso, sistemato, pubblicato, consegnato, pianificato perfettamente.

Mi piacerebbe condividere con chi ha la gentilezza di leggermi qualche considerazione sul tempo che passa inesorabile, qualunque attività si provi a organizzare, gestire o controllare.
Perché il tempo non aspetta il momento giusto. Non si ferma davanti alla nostra agenda, non rallenta perché abbiamo ancora qualcosa da finire, non si adatta sempre ai nostri programmi.
Scorre.
Chi lavora con gli altri, in qualunque forma, arriva prima o poi a sentire di aver compreso qualcosa.
Non necessariamente una verità definitiva, non una lezione da impartire, ma qualcosa che l’esperienza ha depositato nel tempo: uno sguardo, una consapevolezza, una piccola direzione possibile.
Lavorare con le persone significa ascoltare storie, bisogni, tentativi, fatiche, entusiasmi, paure. Significa accorgersi che dietro ogni progetto, ogni richiesta e ogni scelta c’è sempre un essere umano che cerca di orientarsi.
E forse, quando si è attraversato abbastanza lavoro, abbastanza incontri e abbastanza cambiamenti, nasce il desiderio di restituire qualcosa.
Non per insegnare dall’alto, ma per condividere ciò che il tempo e l’esperienza hanno reso più chiaro.
Per questo torno a scrivere.
Non perché tutto sia pronto, non perché ogni cosa sia perfettamente in ordine, ma perché sento che alcune riflessioni chiedono spazio. Sul lavoro, sulle relazioni, sulla comunicazione, sul modo in cui proviamo a dare forma alle nostre giornate mentre il tempo continua a passare.
E forse è proprio qui che vale la pena fermarsi un momento: non per trattenere il tempo, ma per accorgerci di come lo stiamo attraversando.
Felice serata! :)
BABS


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